1. Prima di Partire (prima parte)

“Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo”
Isabelle Eberhardt

Se stai leggendo queste righe significa che, in qualche modo, stai valutando la possibilità di partire per l’Australia per un periodo di tempo più o meno lungo.

Può darsi che questa idea ti sia venuta dopo aver scartato altri Paesi, oppure l’Australia è il Paese in cui da sempre hai sognato di andare.

Molto spesso, quando si parla di Australia, si corre con la mente alle lunghe spiagge, al blu dell’oceano, al rosso della terra e ad un’infinità di altri colori che caratterizzano un Paese dominato dalla natura e immerso in paesaggi infinitamente diversi tra loro.

Ancora più spesso, può capitare di fuggire col pensiero verso un luogo in cui “un giorno si vorrebbe andare”, ma che poi, nella realtà dei fatti, rimane meta troppo lontana, costosa o, comunque, sostituibile con mete alternative.

Non farti scoraggiare.

Se veramente venire in capo al mondo è il tuo sogno o desiderio, sappi che è più semplice di quello che sembra.

Attenzione: ho detto più semplice, non semplice.

Di certo non è alla portata di tutti, economicamente, ma non solo.

Logisticamente, psicologicamente ed emotivamente, l’Australia ha un impatto notevole e quindi richiede un impegno che va ben oltre quello meramente economico.

Senza soldi, si sa, non si va da nessuna parte, ma qualora questo non sia un fattore limitante, rimarrebbero moltissimi altri posti in cui poter andare senza affrontare quello che ti attende scegliendo l’Australia.

L’Australia non è solo una meta, ma un passaggio.

Un passaggio da come siete ora a come sarete durante e dopo.

Certo, chi parte già consapevole di voler fare un’esperienza limitata a qualche mese non tenga conto di questi pensieri.

Tuttavia, chi invece volesse partire per rimanere a lungo, allora ritengo doveroso il caso di affrontare alcune riflessioni.

L’Australia esercita su molti di noi un fascino che non sappiamo nemmeno spiegare.

Da un lato ci attira per l’idea di sole-mare-spiagge-surf che si trascina dietro da sempre nell’immaginario collettivo, ma dall’altra ci fa l’occhiolino anche per l’essere così lontana, così “piena di niente” e allo stesso tempo dotata di città modernissime, pensate e costruite per offrire la qualità di vita più alta possibile, nonché costantemente in gara per i primi posti di svariate classifiche mondiali.

Questo mix di elementi così diversi tra loro, lascia indifferenti ben pochi, ma tra questa moltitudine di persone a cui l’idea di Australia piace, pochi sono coloro che, alla fine, salgono la scaletta di quell’aereo, proprio perché un viaggio del genere implica una serie di conseguenze che non tutti possono o vogliono accettare. Inoltre, un viaggio così può anche spaventare.

I sentimenti e le emozioni non sono mai univoci, ma ambivalenti, spesso contraddittori e non sempre così chiari come vorremmo.

Capita quindi che potremmo sentire una forte spinta verso qualcosa che, allo stesso tempo, ci spaventa e questa paura non ci fa compiere il primo passo,finendo col rimanere per diverso tempo in balia di due forze contrapposte, che a noi sembra equilibrio, ma che in realtà è soltanto indecisione.

In fondo, si parla letteralmente dell’altro lato del pianeta; si parla di un posto dove, per quanto influisca la cultura occidentale, è pur sempre un Paese profondamente diverso da qualsiasi Paese europeo e, specialmente, dall’Italia.

Si tratta di compiere un salto agli antipodi: da un Paese culturalmente, storicamente e tradizionalmente vecchio, ad uno che sprizza gioventù da ogni angolo, portando con sé lacune tipiche della giovane età, ma anche grinta, opportunità e competitività tipiche di un Paese che vede nel futuro un’opportunità e non una mannaia pronta a calare.

Una differenza così marcata, per essere affrontata nel migliore dei modi, necessita di un’adeguata preparazione.

Aspettando la partenza

Personalmente, ho iniziato ad interessarmi all’Australia due anni prima della partenza effettiva. All’inizio a livello personale, quasi per curiosità, poi il tutto ha preso sempre più la forma del progetto, fino a concretizzarsi in una scelta di vita.

All’epoca avevo un lavoro ottenuto da poco e una laurea specialistica da completare. Ho deciso così di aspettare il più possibile per poter partire con un bagaglio il più possibile fornito di strumenti utili, ossia un titolo di studio e un’esperienza professionale da poter spendere.

Nel frattempo, la mia parola d’ordine quasi ogni giorno è stata una e una soltanto: informazioni.

In rete esistono centinaia di fonti che trattano dell’argomento Australia, alcune puramente commerciali (e quindi di parte) altre create da persone che per prime hanno fatto la stessa scelta.

La grande quantità di informazioni a cui poter attingere in rete è allo stesso tempo un vantaggio e uno svantaggio.

Sicuramente, al giorno d’oggi, possiamo contare sulla possibilità di poter sapere praticamente tutto di qualsiasi cosa usando internet. Anche l’Australia non fa differenza e, cercando bene, si riesce a capire come funzionano parecchie cose da quelle parti: costi degli affitti, stipendi, lavori più ricercati, le caratteristiche delle città e dei vari ambienti. Inoltre, possiamo contare su foto in alta definizione, mappe e descrizioni dettagliate, così da poterci fare un’idea anche a livello visivo di cosa ci aspetta, nonché su dettagliate esperienze raccontate da altre persone.

Usa il più possibile questi strumenti, ma con la consapevolezza che non tutto va preso come informazione oggettiva.

Nel momento in cui si comincia a cercare informazioni sull’Australia, si scopre che non è una meta poco frequentata e che le esperienze di chi ci ha vissuto o ci vive tuttora sono ampiamente documentate. Blog, forum, community online, portali, pagine e gruppi su Facebook ormai spopolano sul web. E’ necessario quindi un occhio critico.

Chiediti sempre che cosa ti serve veramente sapere prima di partire. Se sono informazioni di carattere oggettivo, logistico, economico non avrai problemi a reperirle.

Se quello che cerchi è un’opinione precisa e chiara, ma allo stesso tempo oggettiva, che ti aiuti a prendere la decisione, allora è tempo sprecato.

Le persone sono molte e altrettante sono le esperienze. Per ognuno di loro l’Australia sarà qualcosa di diverso da qualsiasi altro, per cui leggere tutte queste opinioni va bene per farsi un’idea dei vari posti, ma la decisione spetta a noi stessi. Per ogni esperienza positiva che leggerete, ce ne sarà sempre una negativa. Insistere a trovare il “vincitore” equivale a crearsi ancora più confusione.

Inoltre dipende molto anche dall’approccio iniziale: secondo te l’Australia è il posto ideale? finirete col trovare solo informazioni che lo confermano, mentre poco o niente che affermi il contrario. Secondo te l’Australia è una landa desolata popolata da animali enormi pronti ad uccidervi in una moltitudine di modi diversi? Probabilmente non farai caso a tutta una serie di vantaggi, per concentrarti di più sulle foto di quel ragno enorme sul muro di una camera o di un serpente lungo come un camion che attraversa la strada nei pressi di una scuola.

Insomma, dipende molto da come ti poni e da quanta capacità hai di mantenerti il più possibile oggettivo/a, ricordando che non lo sarai mai completamente. Cerca quindi di prestare attenzione in egual misura sia ad aspetti positivi che ad aspetti negativi. Mentre non farai nessuna fatica ad abituarti agli aspetti positivi, per quelli negativi la storia è diversa. Il segreto è accettare che esistano e capire se le conseguenze di tali aspetti impattano al punto da mettere in discussione la scelta.

Leggete le informazioni che ti servono davvero in base alle esigenze che hai.

Il resto va considerato nientemeno che come un “tanto per sapere” che però non può e non deve influire sulla scelta. O almeno solo in minima parte.

La tua motivazione non deve venire dalle opinioni di chi è andato prima di voi, ma da tue necessità personali e desideri. È inutile quindi leggere in lungo e in largo tutto il web alla ricerca dell’opinione che fa la differenza. Ognuno vedrà l’Australia a modo proprio, a seconda dell’esperienza che ne ha fatto e delle aspettative che aveva. L’esperienza di ognuno, inoltre, è anche frutto di delle risorse personali messe in campo e della capacità di muoversi in ambienti non familiari.

Ad esempio, se qualcuno è abituato a viaggiare “on the road”, senza pensare troppo a programmare tutto, probabilmente non farà caso al dover dormire in un ostello infestato di ventenni ubriachi che non dormono mai; di conseguenza, non sentirà nemmeno il bisogno di scriverne in un eventuale blog o forum. Al contrario, chi dovesse essere abituato a viaggiare con quattro valigie per due giorni in montagna, potrebbe trovarsi leggermente spiazzato dallo scoprire che oltre una certa ora i bus spariscono per lasciare il posto ad orde di scarafaggi giganti. In questo caso, leggerai dell’Australia come di un Paese molto simile a Mordor.

Budget minimo

Molto spesso, attraverso il mio blog (www.giordanodallabernardina.com), le persone mi contattano e mi chiedono quale potrebbe essere un budget ideale per venire in Australia.

Partiamo col dire che, più soldi si hanno a disposizione e più la strada sarà spianata, per non dire in discesa. Non esiste quindi un budget ideale. Più soldi hai e meno preoccupazioni dovrai affrontare, non avendo l’ansia di trovare un lavoro ancora prima di atterrare e la possibilità di muovervi come e quando vuoi, sia all’interno della città che hai scelto o addirittura in giro per l’intera Australia. Questo mi sembra ovvio.

Tuttavia, mi sento di parlare di un budget minimo, considerando all’interno di questo le spese sostenute per il primo alloggio, i trasporti e il cibo. Il volo l’ho volutamente escluso poiché i prezzi variano molto in base alla tratta, alla compagnia aerea e al periodo in cui si viaggia, per cui tale somma sarà da aggiungere a quanto riportato più avanti. Come alloggio, inoltre, considero una stanza singola all’interno di un appartamento condiviso (una stanza oscilla mediamente tra i 200 e 300 dollari a settimana). Se invece ti accontenti di condividere la stanza con un’altra persona allora il costo scende.

Per una situazione di questo tipo credo che il budget minimo da avere a disposizione sia di almeno cinque mila euro. Tale cifra ti permetterà di pagare l’ostello per un paio di settimane e di versare la cauzione per la stanza che sceglierai (solitamente tra le due e le tre settimane); oppure soggiornare in un ostello per circa un mese (considerando lo stesso prezzo indicativo per la stanza). Oltre a questo, avrai soldi a sufficienza per sostenere l’acquisto di cibo e per l’utilizzo di mezzi pubblici per un primo periodo.

Piccola precisazione: l’importo consigliato, puramente e ampiamente indicativo, è basato sulla mia esperienza personale a Sydney che mi ha permesso un inizio abbastanza gestibile. Tuttavia, le città Australiane, specialmente Melbourne, Sydney e Perth, hanno costi molto alti da sostenere se le finanze non vengono prontamente sostenute da un lavoro il prima possibile.

Questo budget, quindi, è da considerarsi come l’importo minimo con cui arrivare, ma allo stesso tempo, se sei in questo tipo di situazione economica, dovrai metterti a cercare lavoro fin dai primi giorni, altrimenti vedrai le tue finanze estinguersi con la stessa velocità con cui una cubista manda a fanculo l’idiota di turno.

Ovviamente parlo per sentito dire… a me non è mai successo di essere mandato a fanculo da una cubista…

Alla prossima settimana per la seconda e ultima parte!

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space.