4. Hai Visto?

La questione del Visto è una tappa a cui bisogna fermarsi per forza prima di partire per l’Australia.

Se in Europa siamo liberi di circolare a piacimento disponendo solo della carta di Identità, per camminare in suolo Australiano senza essere inseguiti da una muta di Dingo-poliziotto e un paio di elicotteri, bisogna necessariamente essere in possesso di un Visto valido.

A questo punto si apre un mondo, anzi un universo.

I Visti esistenti in Australia sono diverse decine, ognuno con diverse particolarità e adatto a diversi scopi. Ovviamente, ognuno di questi è ottenibile solo se in possesso dei requisiti a loro volta specifici per ogni Visto.

In questo post non verranno presi in considerazione tutti i Visti, nemmeno la maggior parte, anzi, nemmeno la metà. Per la precisione, parlerò solamente di tre tipi di Visto, e per lo più, in maniera molto sintetica.

Detta così sembra che non dica un cazzo.

Per info dettagliate in merito ti consiglio di rivolgervi a fonti ufficiali, che non sono Facebook, Google, forum assortiti, blog vari, voci di corridoio, gente che ti dice cose, passaparola o altre fonti di cui non sappiamo nemmeno indicare la provenienza.

Per i Visti, devi assolutamente stare alla larga da questi “ambienti”, che sono ricolmi di informazioni errate, interpretazioni grossolane e opinioni personali.

La materia dei Visti è come la matematica: ci sono determinate regole da seguire e non c’è scappatoia o scorciatoia. A differenza della matematica, se sbagliate qualcosa in termini di Visto non prendete un brutto voto, ma rischiate di essere interdetti dall’ingresso in Australia per almeno tre anni.

Oltre alla derisione di amici e parenti a cui avevi rotto i coglioni per mesi con il tuo “me ne vado a fanculo in Australia”.

Esistono diverse fonti, come Agenti di Immigrazione, Agenzie e siti preposti, attraverso cui reperire tutte le informazioni necessarie, ma quello di riferimento per tutti è sempre e solo il sito del Governo Australiano, nella sezione relativa all’immigrazione. Di conseguenza, se vuoi informazioni certe e aggiornate dirigiti direttamente lì.

In ogni caso, ecco un piccolo resoconto sui Visti più utilizzati:

Visto Turistico

Per tutti, ma non lo vuole nessuno.

Ti permette di arrivare in Australia, rimanervi per tre mesi (e per altri tre a richiesta) e di muoverti liberamente per il Paese, ma non ti è permesso lavorare.

In pratica lo dice la parola stessa: vieni qui per fare il turista, ma tutto il resto, semplicemente, non è contemplato e, quindi, vietato.

Anche perché, trovare qualcuno disposto ad assumerti con un Visto Turistico, vuol dire che questo qualcuno proprio non ha trovato nessun altro oppure tu sei un genio.

Inoltre, anche trovando qualcuno disposto ad assumersi questa responsabilità, vivrete entrambi in una situazione di illegalità costante, non potendo lui assumerti legalmente e tu lavorare altrettanto legalmente.

Insomma, una sfacchinata inutile, considerando che se ti beccano, non solo vieni buttato fuori dall’Australia senza tanti complimenti, ma non potrai più tornarci per almeno tre anni.

Infine, se dovessi finire in pasto ad un coccodrillo mentre beato lavori in una fattoria dispersa nel nulla, convinto di aver fottuto il sistema, lo stesso sistema, per ripicca, non ti rimborserà nemmeno le spese per rimette insieme i pezzi sparsi che sono riusciti a trovare.
Insomma, un pacco.

Ogni tanto su Facebook, mi capita di leggere cose come: ma se io entro col turistico e so parlare l’Inglese, posso trovare lavoro e poi regolarizzare il Visto?

Questa persona sta praticamente chiedendo a una massa di sconosciuti se per caso, qualcuno dall’altra parte del mondo, possa chiudere un occhio su una situazione di completa illegalità, per poi andare all’immigrazione per “regolarizzare”. Che sarebbe come dire “ehi, sto lavorando illegalmente da tre mesi con questo tizio che mi ha assunto in nero, ma tranqui raga, tutto ok, ci troviamo alla grande e insomma, alla fine tutto a posto. Facciamo il Visto definitivo?”.

Aspettatevi di andare a letto quella sera e di risvegliarvi misteriosamente a bordo di un aereo cargo, in bella compagnia degli altri geni che hanno avuto la stessa idea e dei rispettivi “datori di lavoro” abusivi. Destinazione: le burrascose acque del mare di nessuno. Buon Viaggio.

Visto studenti

Per tutti, tocca a molti.

Ti permette di rimanere in Australia per la durata prevista dal corso di studio scelto.

È possibile anche lavorare, ma con delle limitazioni.

Questo Visto è ottenibile a partire da un massimo di tre mesi prima dell’inizio del corso di studio scelto (es. inizio corso di studio 10 aprile, inizio Visto 10 gennaio).

Questo è il Visto usato dagli over trentuno, oppure da chi si è già fatto uno o due Working Holiday Visa, o da quelli che semplicemente vengono qui per studiare. Molto usato anche da tutti quelli che, disperati per la mancanza di alternative, tentano il tutto per tutto. Lavoro e studio sono possibili, ma il primo, come già detto, con delle limitazioni che influenzeranno pesantemente l’esperienza.

Se stai pensando di partire con l’intento di guadagnare, questo Visto semplicemente non te lo permette, dato che le ore in cui è permesso lavorare sono venti a settimana. Il che si traduce in un modesto guadagno che coprirà appena le spese di una vita al limite dell’eremitaggio.


Il Visto costa circa quattrocento euro; possiamo dunque dire che non rappresenta uno scoglio insormontabile.

Tuttavia, sono i costi “di contorno” a rendere il tutto estremamente dispendioso:

  • costo del corso di studi prescelto; a seconda del tipo di corso, college, TAFE, università, i costi variano molto, ma anche nel caso più economico considerate qualche migliaio di dollari a semestre. I costi cambiano anche da città a città. Nel mio caso, per affrontare un Master Universitario di due anni, mi vennero chiesti circa sessanta mila dollari. Ovviamente rinunciai, perché vendere il mio corpo non è mai stato il mio forte.

  • Assicurazione medica; obbligatorio il pagamento dell’assicurazione per tutto il periodo di validità del visto. Anche in questo caso i costi variano molto. Ovvio che se volete essere coperti anche nel caso vi entri un UFO in camera e vi tranci in due per poi sparire nell’iperspazio, allora dovete prevedere qualcosina in più... ma lascio a voi la scelta.

  • Costi fissi: affitto, cibo, trasporti. A meno che non vi adattiate a vivere sottoterra e a spostarvi con uno skateboard a vela, mentre vi nutrite di chewing- gum e avanzi altrui, questi costi non si possono evitare. In base alla città scelta potreste trovarvi costretti ad acquistare una macchina. Se a questo aggiungete droghe e sesso a pagamento, le cifre varieranno di molto.

Al contrario, le entrate a disposizione per tamponare questa situazione saranno limitate.

Quando ho fatto la scelta di prolungare la mia permanenza dopo aver esaurito il mio Working Holiday Visa, ero consapevole che sarebbe stata dura.

A questo aggiungete il fatto che troverete maggiori difficoltà nel trovare un lavoro, in quanto chi ti dovrebbe assumere dovrebbe non solo essere disposto ad assumerti part-time, ma anche farti lavorare quando puoi tu, dato che avresti l’obbligo di frequenza a scuola e le lezioni sono in determinati giorni, non modificabili.

In pratica, è come andare ad un colloquio e dire: “fottesega di te, io posso lavorare solo in questi giorni, punto. Prendere o lasciare”.

Indovinate voi la risposta più probabile.

Questo Visto ti costringe ad una vita non esattamente facile. I pochi guadagni e le molte spese ti faranno rimpiangere la cara e vecchia stanza nella casa dei tuoi genitori, dove pur con quattro soldi in croce, alla fine mettevi sempre in fila tre pasti caldi al giorno. O all’alloggio della Caritas, a seconda dei casi.

Ingrassate il più possible prima di partire.

Esiste poi il lato psicologico di tutta la faccenda.

Questo per me è il punto in assoluto più difficile del vivere in Australia con un Visto studente.

In pratica, salvo pochi casi eccezionali che non costituiscono la norma, avere un Visto studente significa mettere la propria vita in pausa. Se si è fortunati si troverà un lavoro nel proprio ambito, ma questo succede molto più spesso in ambito ristorazione che in altri lavori.

Il peso di questa situazione potrebbe essere ben tollerato nel primo periodo, quando l’entusiasmo è ancora alto e magari si è disposti a tutto per il proprio progetto. Tuttavia, sul lungo periodo, la cosa diventa molto difficile da sopportare, specialmente se le proprie qualifiche ed esperienze permetterebbero ben altro. Un visto-student protratto per lungo periodo espone ad una situazione di questo tipo:

  • guadagnare il tanto che basta a coprire tutte le spese, con pochissimo margine a disposizione;

  • essere vincolati alla scuola per un lungo periodo (in modo da allungare il visto) e non potersi spostare;

  • accettare compromessi in fatto di abitazioni e stile di vita;

  • mettere in pausa la tua vita in attesa di ottenere un visto permanente o senza restrizioni;

  • considerare l’idea di darti alla droga dopo averla schivata per trentacinque anni;

  • considerare l’idea di commettere un crimine per poter rimanere in Australia a spese dei contribuenti, beneficiando di un tetto gratuito e tre pasti caldi al giorno;

  • sposare e ingravidare la prima autoctona che ti passa davanti, oppure

  • sposarsi e farsi ingravidare dal primo autoctono che ti passa davanti;

In alcuni casi, il visto-student durerà qualche mese, giusto il tempo di trovare uno sponsor; è questo il caso di professioni particolarmente tecniche e ricercate dal governo Australiano. In altri casi, quando la professione non è molto tecnica, ma legata ad aspetti burocratici o legali del proprio paese, e quindi non esattamente conforme al sistema Australiano, i tempi potrebbero essere molto più lunghi.

In generale quindi, mi sento di darvi i seguenti consigli per prepararvi al meglio a questa scelta di vita:

  • se dovete darvi all’alcol, acquistate nei negozi specifici e non nei locali; bere da una borraccia nascosta nella giacca è di gran lunga più economico che fare il brillante al bancone del bar;

  • evitate le droghe. Sono costose anche qui;

  • informatevi bene, benissimo, super bene, prima di partire su quali siano le reali possibilità di ottenere un visto permanente;

  • prima di partire, mettete insieme tutti i documenti immaginabili che abbiano su scritto il vostro nome: certificato di nascita, laurea, matrimonio, diploma, corsi vari, documenti legali e qualsiasi cosa vi venga in mente.


Nel caso ti capiti di vedere questa immagine dal vivo… rallegrati e gioisci!!! Entro pochi secondi tutta questa sbatta del Visto sarà solo un ricordo lontano. Che figata.

Nel caso ti capiti di vedere questa immagine dal vivo… rallegrati e gioisci!!! Entro pochi secondi tutta questa sbatta del Visto sarà solo un ricordo lontano. Che figata.

Visto Working Holiday

Per molti, ma non per tutti.

Valido per dodici mesi a partire da quando l’agente al check-out in aeroporto ti guarda di traverso e vi mette il timbro sul passaporto.

Ottenibile dai diciotto fino ai trent’anni di età compiuti (quindi fino al giorno prima di farne trentuno); permette di lavorare in Australia senza limitazioni di ore, ma non più di sei mesi con lo stesso datore di lavoro.

È ottenibile online. Chiunque dica che, previo pagamento, compilerà la richiesta del Visto per conto tuo, ti sta fregando alla grande e con grasse risate. Il Visto è a pagamento, ma la richiesta è completamente gratuita e facilmente eseguibile per conto proprio tramite internet.

Compilando un modulo ed effettuato il pagamento, ti arriverà tramite email nel giro di massimo qualche giorno (solitamente qualche ora). Da quel momento, avrai un anno di tempo per atterrare in Australia. Se aspettate anche solo un giorno in più, o se partite in extremis e l’aereo per qualche motivo ritarda di un giorno, siete fregati.
Se invece precipita non dovrete preoccuparvi di nulla.

Inoltre, per chi alla scadenza dei primi dodici mesi dovesse essere ancora sotto i trentun anni di età, è possibile richiederne un secondo, per altri dodici mesi, a patto che di sorbirsi circa tre mesi di lavoro in una farm, finiti i quali, verrà rilasciato un documento attestante l’esperienza con cui richiedere il secondo Visto Working Holiday.

Questo è il Visto più diffuso dal momento che, fatta salva l’età, è accessibile a chiunque e, al contempo, offre la possibilità di lavorare senza limiti di ore.

Per alcuni rappresenta un modo per prendersi una lunga vacanza, magari in giro per l’Australia, lavorando saltuariamente e ammortizzare così le spese. Per altri è una vera e propria opportunità per riuscire a trovare un modo più stabile per rimanere da queste parti a lungo. Per altri ancora è una vera e propria fuga dal Paese natio, magari braccati dal Fisco o dalla Legge, ma questa è un’altra storia.

Con queste righe concludo tutto quello che ho da dire rispetto alla materia dei Visti. Materia veramente complessa che non si può trattare alla leggera (rischiando di fuorviare) e nemmeno in così poco spazio.


Ho voluto trattare, seppur brevemente, questo argomento poiché rappresenta una tappa che segna una decisione già presa. Quella, appunto, di partire. Il Visto, purtroppo, sarà la vostra preoccupazione maggiore qualora decidiate di voler rimanere a tempo indefinito in Australia e rappresenta il cruccio di moltissimi.

Ricevo spesso contatti tramite il mio blog da parte di persone che mi chiedono come fare per ottenere un Visto permanente e se sia lecito aspettarsi di ottenerlo in tempi brevi. Rispondo sempre che è necessario mettere in conto sia di dover aspettare mesi, forse anni, prima di averne l’opportunità, ma anche di prepararsi al fatto che potrebbe non succedere per niente e di essere costretti a rientrare in Italia.

Tuttavia, ci sono casi di chi ce la fa in poco tempo, pochi mesi o addirittura settimane. Sono casi in cui esiste una combinazione di più fattori: competenze particolari, qualifiche, buon livello di Inglese, il praticare una professione ricercata e, ovviamente, una bella botta di culo che permette di essere nel classico posto giusto nel momento giusto.

Essendo, però, questi episodi in numero molto inferiore alla norma, consiglio di non prenderli come indicativi della normalità, ma piuttosto come esempi che tutto è possibile.

Per questo motivo consiglio sempre di partire consapevoli che non troverete niente di scontato; il Visto sarà determinante per la vostra esperienza e starà a voi cercare di capire come ridurre al massimo le limitazioni e sfruttare quello che potete fare.

Dopo le mille informazioni cercate da più fonti, dopo mille pensieri e valutazioni, dopo mille pro e altrettanti contro, alla fine sei arrivato/a ad una decisione.

Quella di richiedere il Visto per l’Australia rappresenta forse la prima manifestazione concreta del fatto che hai finalmente deciso e, oltre a ciò, otterrai il primo documento ufficiale in vostro possesso che ti autorizza a camminare in tutta libertà in suolo Australiano.

Dal momento in cui ti arriva la conferma del rilascio del Visto, (normalmente online) prenditi un momento per prestare un po’ d’attenzione al tuo stato d’animo.

Potresti sentire un piccolo clic o avvertire di aver salito un gradino in più verso la destinazione e, ancora prima del biglietto aereo, ti sentirai finalmente su una “strada” che procede dritta, dopo settimane o mesi o addirittura anni, in cui vagavi in varie direzioni alla ricerca di informazioni o delle vere motivazioni.

Ricevere il Visto significa che da quel momento in poi si procederà in linea retta, seguendo una serie di tappe più o meno uguali per tutti a livello puramente logistico e pratico, ma assolutamente diverse per ognuno di noi a livello emotivo, psicologico e affettivo.

Benvenuto/a sulla strada, ancora lunga, ma finalmente visibile, che porta alla scaletta di quel famoso aereo da prendere e, da lì in poi, verso la realizzazione di quella che una volta era un’idea e che piano piano sta diventando un nuovo capitolo della vostra vita.


Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. I’m a ESL Teacher.