Cattivissimo Me

Non capirò mai la gente che mi dice di smettere di lamentarmi dell’Italia.
Che se proprio non mi piace, devo andarmene.

Prima di tutto, semplicemente, vado e sto dove voglio io.
Secondo, non è detto che perchè stia in un posto, mi debba pure piacere. E non è detto che io non possa continuamente sottolineare i problemi che ci sono. A dire il vero, se tutti facessero così, magari le cose cambierebbero un po’ più velocemente.

Sembra quasi che a certa gente si insulti la madre, che sempre cara e premurosa, seppur con qualche difetto dato dall’età, si prende cura del figlio mai cresciuto, che pensa che il cortile di casa, la piazzetta con gli amici e il tragitto casa-lavoro siano un campione esemplificativo di tutto il mondo là fuori.

Gli Italiani vanno ancora in chiesa a scambiarsi segni di pace, sono convinti che ad Agosto bisogni andare in ferie a tutti i costi e che il mondo si fermi ad aspettarli fino a Settembre; si radunano sotto il balcone del Papa, festeggiano Natale e Pasqua mangiando fino a scoppiare, però poi dieta; festeggiano ogni singolo giorno di festa con un nome di un Santo diverso, che nessuno conosce, però l’importante è essere buoni e ligi.

A Padova accorrono in massa a vedere un pezzo di lingua “santa”, probabilmente comprata ogni anno alla Coop, in saldo. A Napoli vanno a vedere un’ampolla di sangue rattrappito. Altrove portano in giro crocifissi giganti per chissà cosa. Tutto in nome di Gesù che tanto è buono e che tanto diede l’esempio.

Nel frattempo, nella stessa identica Italia:

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A Verona nel 2019 sfila gente che pensa che il mondo sia nato 10 mila anni fa, cammina con statuette della Madonna in braccio, commuovendosi e parlando di una misericordia così pura e giusta che sterminerà tutti i gay tra fiamme eterne.

C’è chi dice che l’omosessualità è una malattia. Chi una punizione di Cristo.
La scienza invece dimostra che chi attacca gli omosessuali, in fondo, un po’ gay lo è.

Sta a vedere che Dio, che così si accanisce e infierisce, in fondo è il più gay di tutti.

Siccome va bene tutto, non funziona niente.

Il problema è che oggi si può dire tutto e nessuno osa smentire nessuno.

Migliaia di persone possono sfilare in città professando credi obsoleti e credenze palesemente false, con tanto di simil-autorità al seguito, vestite di ornamenti buffi, a dare sostegno e rinforzo a cose che dovrebbero essere rimosse a forza, un po’ come ci si accanisce contro i sostenitori della terra piatta.

Certa gente bisognerebbe trattarla così. Deriderla in pubblico, apertamente e senza remore. Permettere loro di professare fesserie varie e poi sorriderne teneramente, come quando si ascolta uno schizofrenico parlare di scimmie parlanti e demoni vari.
Poi con calma, dire che “adesso basta, tornatene in camera tua”.

A proposito di scimmie:

Gente in pigiama che esce di sera.

Gente in pigiama che esce di sera.

Va sempre tutto bene, ma non è vero.

In un Paese dove l’abbonamento del treno per una tratta più lunga costa più di una corta perché il treno è sempre in ritardo, abbiamo perso in partenza.

L’Italia è un esperimento sociale creato da qualcuno per vedere cosa succede alla società in balia di credenze popolari, superstizioni, obsolescenza, provincialismo, bigottismo, clientelismo e una bieca regressione sociale e culturale senza freni.

E il bello è che molti di coloro che hanno letto fino a qui non ha nemmeno capito. Infatti:

Per una volta siamo primi in Europa. Peccato che sia per la cosa sbagliata. Ma a noi piace anche così.

Per una volta siamo primi in Europa. Peccato che sia per la cosa sbagliata. Ma a noi piace anche così.

Orgoglio Italiano.

Poi ci sono quelli che si incazzano quando leggono queste cose e rilanciano con frasi del tipo:

  • noi siamo quelli dell’Impero Romano!

  • la nostra formazione ce la invidia il mondo intero!

  • come si mangia qui non si mangia da nessun’altra parte!

  • in Italia, alla fine, si sta sempre bene!

E avanti così, con altre frasette fatte e confezionate, assolutamente prive di qualsiasi fondamento oggettivo.

Invece, parlando di cose con fondamenti oggettivi, ecco una domanda interessante:

Visto che in Italia si sta così bene e che si fa la bella vita, dove va la gente di tutto il mondo quando si tratta di considerare seriamente lo spostamento verso un Paese migliore dal proprio?

Non in Italia. Ovunque ma non l’Italia.

Ma guarda… non ci caga quasi nessuno. Su 68 Paesi considerati come destinazione per l’espatrio, noi siamo al 61esimo posto. Rendetevi conto che la gente di tutto il mondo preferisce andare a vivere in Serbia (57esima), Kenya (51esima), Kazakhistan (49esimo), Polonia (39esima), Romania (37),  Mi fermo qui perchè potete continuare da soli.

Ma guarda… non ci caga quasi nessuno. Su 68 Paesi considerati come destinazione per l’espatrio, noi siamo al 61esimo posto. Rendetevi conto che la gente di tutto il mondo preferisce andare a vivere in Serbia (57esima), Kenya (51esima), Kazakhistan (49esimo), Polonia (39esima), Romania (37),

Mi fermo qui perchè potete continuare da soli.

Insomma, di pizza e mandolino non frega un cazzo a nessuno, se non per un paio di settimane di vacanze.
Poi via verso Paesi evoluti.

Da noi sono ancora forti movimenti e sub-culture che professano arretratezza tecnologica e culturale e vogliono assoggettare un Paese intero a tali credenze.

È imperativo capire ed accettare che il progresso tecnologico è inevitabile e che la soluzione non è tornare indietro, ma affrontare le nuove scoperte ed integrarle nella nostra morale ed etica. Il tutto senza ostacolare o limitare chi invece si senta di abbracciarle in pieno.

Ma dico, uno potrà pure fare quello che gli pare senza che gli si sventoli qualche crocifisso o passo della Bibbia sotto il naso? Che poi, ai tempi della Bibbia si curavano a testate e schiaffoni. Direi che non fa molto testo come line guida.

A proposito di Bibbia: un saluto a tutti quei premi Nobel che sputavano per scacciare il demonio e si incazzavano al suono di alcuni passi di quello che loro pensavano fosse il Corano, quando invece era la Bibbia (storie vere da Verona, giornata della famiglia, 2019).

A tutti questi ominidi paleolitici, che votano e si moltiplicano, vorrei ricordare che siamo nel 2019. Non nel Medioevo quando bruciavano la gente. Ricordi? Si dai, quando i Cristiani bruciavano gente viva. Sempre per misericordia si intende.

Gente che dice cose e il contrario di cose.

Gente che dice cose e il contrario di cose.

Però chi invece vuole farsi la sua vita e progredire alla velocità del resto del mondo deve fermarsi ed aspettare chi non ce la fa.
E chi non vuole farcela.

Chi è evoluto abbastanza è costretto a portare pazienza e a mandar giù quintali di merda al motto di “eh in Italia va così”.

Non problemi, ma soluzioni.

Siccome ad alcuni da fastidio sapere che il posto dove hanno deciso di passare la vita sta andando a picco, mi dicono che mi lamento sempre.

Sappiate che vi capisco, quindi elenco alcune delle piaghe più morbose che affliggono un’Italia ferma al 1200, ma stavolta aggiungo una possibile e pratica soluzione ad ogni punto:

  • schermi touch-screen negli uffici pubblici, ma solo uno su dieci capisce come funziona per cui salta tutto e si va avanti a biglietti di carta e alzata di mano quando l’impiegato pubblico passa sbraitando a chiedere chi tocca.
    soluzione: apriamo il sistema informatico a tutti, da casa. Usiamo i dipendenti pubblici per insegnare a chi resta indietro, mentre chi ce la fa risparmia mesi di tempo ed evita di sorbirsi odori malsani di cateteri usati e pannoloni pieni, tipici di qualsiasi ufficio pubblico italiano, con gente ferma ad aspettare per ore.

  • schermi touch-screen negli ospedali che causano il blocco totale e fila di dieci metri perchè sembra un oggetto uscito dalle fauci di Satana. La fila si scompone e tutti si radunano intorno al macchinario malefico per capire come uscirne, fino a quando un’addetta si accolla la responsabilità di dispendiare biglietti per tutti. Una suora, intanto, passa davanti a tutti perchè vaffanculo sono suora.
    soluzione: divieto assoluto di aiutare chi non ce la fa. È una tecnologia di livello ultra-base, se non ce la fai in venti secondi a prendere un biglietto, probabilmente sei in gravissima difficoltà con altre cose tipiche del 2019; quindi torni indietro e ricominci la fila. La gente normale che sa come funziona un pulsante non può perdere ore per chi si rifiuta di evolvere.

  • gente che cammina con la musica a palla che esce dagli speaker in tasca, rompendo il cazzo a tutti, ma so’ ragazzi.
    soluzione: branca della Polizia autorizzata a rapire e rieducare gente maleducata e sprezzante del benessere altrui con tecniche poco ortodosse.

  • sfigati che non si fermano al rosso o alle strisce pedonali, pensando che quelli che attraversano siano figli di nessuno.
    soluzione: far attraversare i propri figli a chi decide che le strisce non contano un cazzo.

  • gente che vuole convincere altra gente a fare/non fare cose in nome di un dio a cui crede sempre meno gente, al punto che il Papa deve perfino affidarsi a Twitter per convincere qualcuno in più.
    soluzione: separare questa gente in villaggi dedicati, dove saranno liberi di fare come credono, mentre il mondo evolve. Il recinto di tali villaggi potrebbe essere trasparente, così da permettere a visitatori e curiosi di vedere come andavano le cose mille anni fa, fare foto e deriderli su Instagram.

  • gente che si incazzerà per questo post e mi scriverà cose senza alcun valore oggettivo, ma dettate solamente da una tempesta emotiva che non verrà gestita bene.
    soluzione: meno crocifissi e più mojito. Poi rileggi tutto da capo e vedi se nel frattempo hai cambiato idea.

  • gente che pensa che oltre-confine si viva coperti di pelli, in balia di denti marci, mosche e si mangino locuste. O peggio, quelli che pensano che espatriare significhi “fuggire dal proprio Paese invece che rimanere a combattere e migliorare le cose”.
    soluzione: rivelare la verità che dice invece che espatriare non ha per forza un solo significato altrimenti rimanere in Patria potrebbe solo voler dire “cagarsi addosso anche solo al pensiero di andare a Lugano”.

  • gente retrograda, che non sa niente, vive di luoghi comuni, TG4, Gazzetta, Famiglia Cristiana e Carrà, però vota ad ogni elezione e si azzanna a vicenda, combattendo battaglie inutili tra destra, meno-destra e sinistra, meno-sinistra, in nome di un sistema politico allo sbando, obsoleto e tarato su una società del 1970.
    soluzione: abolizione del suffragio universale e introduzione di un test obbligatorio, a punti, per certificare sanità mentale, un minimo di cultura generale aggiornata almeno al 2010, capacità di ragionamento astratto, pensiero critico e un livello minimo di igiene personale. Si, conta pure quello.

  • gente che uccide gente negli stadi perché una palla di merda era poco più in là di una linea.
    Soluzione: legge del contrappasso.

Insomma, non mi si può dire che non sono costruttivo.

Sogno il ritorno dei salotti intellettuali, senza TV o musica, dove la gente possa trovarsi e pensare a qualche soluzione su larga scala.

Se qualcuno di voi ne conosce, mi faccia sapere al più presto.

Nel frattempo, mi organizzo per la prossima mossa.

#espatrio2020.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. I’m a ESL Teacher.