5. Dall'Idea alla Decisione

Modificare radicalmente la propria vita è una decisione molto importante e dovrebbe essere presa alla fine di una serie di riflessioni e valutazioni attente, ponderate e basate sulle reali possibilità di concretizzare il progetto finale, il quale deve essere chiaro fin dall’inizio.

Come tutte le decisioni, prima di concretizzarsi, necessita di un periodo di gestazione, durante il quale verranno affrontate diverse fasi.

La mia esperienza è stata quella di passare attraverso diversi stati d’animo prima di dire lucidamente di voler tentare questa impresa.

Rifiuto

La fase iniziale, ovvero il rifiutare di rimanere per tutta la vita nello stesso posto.

Personalmente, ho vissuto molto negativamente la situazione politica, sociale ed economica in cui si trovava l’Italia al momento in cui stavo ragionando sulla mia partenza (tra il 2009 e il 2011) e mi sono reso conto che la voglia di vedere un po’ di mondo, unita alla delusione dello stato delle “cose Italiane”, non mi lasciava altra scelta se non quella di tentare qualcosa di diverso altrove.

Tuttavia, si corre il rischio di partire “per esclusione”, nel senso cioè di dire “parto perché non voglio rimanere”.

In questa fase, si potrebbe essere troppo accecati dal desiderio impellente di voler cambiare la situazione per poter valutare attentamente i famosi pro e contro.

L’essere umano per natura tende spontaneamente a migliorare la situazione in cui vive, in un modo o in un altro: cambiando materialmente le cose e l’ambiente che lo circonda o arrivando a cambiare la propria percezione delle stesse cose e dello stesso ambiente.

In ogni caso di cambiamento si tratta.

La cosa che sta alla base del cambiamento è l’impulso a migliorare la situazione. Il metodo con cui farlo dipende da ognuno di noi. Per quanto possibile, tieni a bada questo impulso, che non vuol dire cancellarlo, ma solo mantenerlo sullo sfondo, in modo che possa essere utile a fornire la spinta necessaria al passo, ma non troppo in vista da distrarre dalle cose importanti che devono prima essere valutate.


Vita alternativa

La fase precedente, ad un certo punto, ti avrà spinto a cercare “vite alternative” che non vuol dire necessariamente in posti diversi.

Ognuno di noi ha nel proprio immaginario un posto in cui vorrebbe vivere se ne avesse la possibilità.

Nel caso la scelta dovesse cadere sull’Australia, bisogna dire che non è poi così difficile come sembra (o meglio, il difficile è rimanere – per questioni di Visto – ma non fare un’esperienza più o meno lunga), a patto ovviamente che si mettano in conto determinate conseguenze (costi, distanza, differenze culturali, ecc.).

Ho sempre avuto una specie di attrazione per l’Australia e per la maggior parte della mia vita l’ho sempre vista come un luogo dove “sì certo, sarebbe bello andarci, ma è così lontana...”.

Non solo per una questione di distanza fisica, seppur notevole, ma anche per il fatto che di Australia, in Italia, non si parla quasi mai; non si sentono notizie alla tv o radio o almeno non in quantità tali da poterci rendere familiare questo Paese, che rimane sempre confinato nell’esotico immaginario di qualche vacanza da sogno.

Anche in questi casi comunque, ci è difficile considerare l’Australia un posto “abbordabile” visti i costi.

Ma è proprio così?

Documentandomi in rete ho scoperto che molte di queste convinzioni erano in gran parte sbagliate, incomplete o completamente fasulle. Questo perché tutto quello che sapevo dell’Australia proveniva da fonti che erano, in fondo, tutt’altro che certe: immaginazione personale, voci di amici di amici di amici, informazioni carpite qua e là chissà quanto tempo prima e nozioni a dir poco lacunose.

Una volta iniziato a mettere insieme tutte le informazioni sicure e le esperienze dirette di chi in Australia c’era davvero, il risultato fu che il progetto di espatriare era sicuramente costoso (in termini economici, logistici, affettivi, e personali), ma non impossibile come mi era sembrato all’inizio.

Si trattava solo di accettare quei costi.

Ed è qui che, come una scarica di adrenalina, mi ha colto l’entusiasmo più puro.

Entusiasmo

Appunto. Questa forse è la fase più pericolosa.

A questo punto hai capito che te ne vuoi andare (per un periodo più o meno lungo) e hai identificato il Paese di destinazione. Hai scoperto che tutta l’operazione ha certamente i suoi costi, ma alla fine risulta fattibile o, comunque, c’è la disponibilità e l’essere pronti ad accettare quei costi e le relative conseguenze.

Roba da spegnere il computer all’istante e andare all’aeroporto così come siete.

Errore.

Porta pazienza e aspetta un altro po’.

Sì certo, hai letto un sacco di cose, ti sei documentato parecchio e quello che ne è venuto fuori è un quadro completamente realistico di quello che vi aspetta.

Falso.

Quello che hai in mano a questo punto, altro non è che una sistematica selezione delle informazioni che volevi sentire.

Alla nostra natura, purtroppo o per fortuna, non si scappa, e Natura vuole che tendiamo ad auto-confermarci, piuttosto che smentirci, per cui ci risulta molto più semplice cercare informazioni che confermino la nostra idea, piuttosto che altre che vadano a contrastarla.

Soprattutto se questa idea ci piace.

Attendete ancora, lasciate passare l’entusiasmo iniziale.

In questa fase l’attesa ha senso anche per vedere se tutto quello che provi ora non sia, appunto, solo il frutto dell’entusiasmo legato alla novità e all’adrenalina che scorre all’idea di cambiare vita.

Potrebbe inoltre capitare che tutto questo entusiasmo si trasformi nel suo esatto opposto.


Paura e Ansia

Ecco, questa è una fase utilissima.

Significa, per prima cosa, che stai finalmente valutando i contro, cosa che va fatta in ogni decisione importante, da quella di espatriare a quella della taglia dei profilattici da acquistare/regalare. Significa anche che non fate parte del club dei cerebrolesi e che il vostro cervello non vi fa funzionare come se assumeste metamfetamine ogni tre ore.

Se vedi il lato negativo della scelta, allora sei sulla strada giusta.

Questo perché, indovina.... I lati negativi ci sono.

I lati negativi, purtroppo, vanno a braccetto costantemente con i lati positivi.

Nel caso specifico di mollare tutto per espatriare in Australia si tratta di andare in contro a conseguenze che, per la tua serenità futura, è bene accettare ben prima di partire.

Tanto per essere espliciti, la lontananza geografica ti impedirà di fare lo splendido tornando per un weekend ogni due ed il fuso orario renderà difficoltose eventuali comunicazioni “di persona”; Questo per quanto riguarda la parte logistica. In realtà c’è ben altro.

Preparati a perdere per strada una quantità più o meno ampia di quelli che consideravi “amici”, dato che la forzata difficoltà nel mantenersi in contatto ne decimerà le fila.

I legami stretti con i propri cari dovranno essere interiorizzati, in modo da poter “resistere” senza averli a portata di mano (ma anche di braccio, macchina, treno, nave).

In sostanza, bisogna cercare di trasformarli in un pacchetto di affetti molto denso, da portare con sé ovunque, a cui attingere in caso di bisogno. Metti insieme tutto quello che hai e parcheggialo in una zona della mente accessibile a richiesta. Una specie di album fotografico dove oltre alle foto ci saranno anche emozioni, ricordi, fatti condivisi, episodi divertenti e chi più ne ha più ne metta.

Partire per l’Australia significa letteralmente mollare tutto, o nella migliore delle ipotesi, mettere tutto in pausa (nel caso si sappia già se e quando tornare).

Metti in conto che alcune, forse molte, delle relazioni che avevi nel momento della partenza non resisteranno alla distanza e alle relative conseguenze, mentre altre andranno verso sostanziali modifiche.

Consolati: quelle che rimarranno intatte, saranno quelle veramente importanti. Saranno queste che, in più di un’occasione, ti aiuteranno a ricordare che è stata la scelta giusta.


Decisione definitiva

Finalmente ci siamo. Hai aspettato a sufficienza per conoscere i lati luminosi e quelli oscuri di quello che attende “dall’altra parte”. Hai accolto con gioia i primi e con serenità i secondi. Dopo fasi alterne di gioia e paura, entusiasmo e crisi, sei al punto in cui senti che l’idea è maturata e ha resistito agli attacchi.

È finalmente diventata una decisione. Quella definitiva.
È tempo di fare le valigie e partire.


Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. I’m a ESL Teacher.