Mondo Airbnb

Mondo Airbnb

Quando Airbnb comparve sul mercato non vedevo l'ora di provarlo.

Prima ero in un constante stato di "non vedo l'ora di farmi un weekend o una settimana (o sparire per sempre) da qualche parte".

Dopo che Airbnb divenne pubblico ero in un costante stato di "non vedo l'ora di farmi un weekend o una settimana (o sparire per sempre) da qualche parte in un Airbnb”.

Per chi si fosse staccato da Matrix o preso atto del mondo reale solo ora, Airbnb è una piattaforma web in cui ognuno può mettere in affitto una stanza della propria casa.

Va da sè che questa stanza debba per forza essere una camera... non è che arrivo bello rilassato nel vostro Airbnb e scopro che la "stanza con accesso privato e un sacco di storia" si tratta del garage dove Zio Ottavio scriveva i volantini per le BR, vero?

Per chi avesse la possibilità, Airbnb permette inoltre di affittare un intero appartamento o casa, in modo da non condividere gli spazi con altri umani e costringere le persone a conoscersi tra loro per tredici minuti di chiacchiere senza senso prima di non vedersi mai più. Ma forse questa è più una cosa mia.
Proseguiamo.

Nel caso siate ancora rincoglioniti dall'ennesima polemica contro il Governo, questo post parla della mia esperienza con vari Airbnb e di quelle persone che, da un giorno all'altro, si sono reinventate (improvvisate) gestori di un lussuoso hotel a mille stelle. 

Spesso con risultati discutibili. 

Se tu che leggi sei uno di quelli che "fa Airbnb", per favore prendi nota della lista qui sotto che elenca quello che ogni stanza dovrebbe avere di base. Se non hai una o più delle seguenti cose, metti in pausa il tuo annuncio e fai il punto della situazione: 

Standard minimi: obbligatori, pena derisione pubblica

  • Le foto online e la stanza reale devono essere identiche o simili al 90%. Capisco le lenzuola di un altro colore e diversi soprammobili, ma non "appartamento privato e tranquillo" quando si trova in un vicolo evitato dalle Forze dell'Ordine. Non dare per scontato che i tuoi ospiti stiano progettando il nuovo rapimento di Moro.
  • Casa vuota. Non voglio trovarmi un posto stracolmo di oggetti in ogni mobiletto, cassetto, scanso, fessura, angolo, crepa e pertugio. La sensazione di dormire nella casa di qualcuno che vive lì, ma è uscito un attimo, non è il massimo. Dormo con l'ansia del proprietario che mi osserva o l'ingresso di un rapinatore in fuga. 
  • Frigo vuoto. Simile al punto precedente, ma più subdolo. Aprire il frigo per mettere in fresco una bottiglia e trovare avanzi di cotechino, sughi vari e un piatto di verze abbassa di molto l'umore (e la recensione); senza contare che A) mai toccherei cibo avanzato da sconosciuti, B) per svuotare il frigo chiamo il RIS e C) il tutto assume l'aria di un covo abbandonato da un fuggitivo.
  • Luce e aria. Sapendo di avere ospiti (che pagano), fai in modo che la prima impressione della stanza non sia quella dell'antro buio dove vive IT. Poco prima del mio arrivo apri le finestre e fai un ricambio d'aria. Entrare con i visori notturni è tanto figo, ma respirare fumi sulfurei di esperienze altrui no. 
  • Letto. Fondamentale. Deve essere ESATTAMENTE come lo hai descritto. Non voglio leggere letto matrimoniale "Queen", per poi trovarmi un divano letto in stile tirolese che "volendo diventa matrimoniale, basta aprire questo cassettone qui...". In questo caso sorrido gioviale, ma appena esci chiamo gli sbirri dicendo che ho trovato un affiliato dell'ISIS. Poi cazzi tuoi.
  • Lenzuola. Estremamente fondamentale. Chiaramente devono essere pulite (dico l'ovvio, ma purtroppo non è sempre così). Possibilmente evitare "tracce" di passaggi altrui... Possibilmente anche evitare di lavarle e lasciarle a prendere polvere per giorni e giorni, causandomi un senso di "sito archeologico" appena appoggio la testa. E sette spruzzi di Ventolin.
  • Regolamento. Evita a tutti i costi di inserire regole pazze tipo "portare la spazzatura fuori, a cento metri sulla sinistra". La spazzatura sono tutti cazzi tuoi.
  • WI-FI. Se assente, mi sentirò come se fossi sulle vette del Monte Nessuno anche in centro città. Non forzarmi a tornare all'era analogica che tanto rimpiangi, specialmente quando tu stesso campi grazie ad una piattaforma web.
  • Aria condizionata. A meno che il tuo Airbnb sia a mille metri sopra o sotto il livello del mare, deve esserci a tutti i costi.
  • Rumori strani. Avere un fantasma in casa è il top. Frighi che fishiano, cose che schioccano, ronzii assortiti e ticchettii vari durante la notte mettono le basi per una notte di merda che si riverserà nella tua recensione. Consiglio: dormi una notte o due in quella stanza per capire se ne vale la pena.

Fai tutto quanto descritto qui sopra e stai andando bene. Tuttavia, sei ancora nella zona "minimo doveroso". Non esaltarti. Come te ce ne sono a pacchi. 

Se invece ti interessa distinguerti un po' ecco per te una lista diversa. 

Standard desiderabili: non obbligatori, ma dovrebbero esserlo

  • Bottigliette d'acqua in frigo (due): a te costano dieci centesimi, a me danno l'impressione che sapessi che stavo arrivando e non ti ho colto di sorpresa (nonostante abbia prenotato e pagato). Specialmente d'estate, questo accorgimento da l'illusione che te ne freghi di me come persona. Poi ovvio che non è così, non raccontiamocela, ma cinque minuti di limbo illusorio fanno bene a tutti. 
  • Shampoo/bagnoschiuma/sapone in bagno. Altri dieci centesimi. Non devi prendere il formato famiglia Mormone, bastano quelli che hai rubato all'hotel in cui sei stato l'ultima volta. 
  • Checkin di persona. Nonostante una accennata punta di anti-socialità (per chi sa... INTJ) vedere di persona con chi ho a che fare non guasta. Nonostante il doversi recare in una gelateria, dire "sono qui per la stanza", ritirare la chiave dal personale, andare in un'altra Via, identificare la porta dalla foto, passare una, due, tre porte e un cancello, inserire la combinazione e finalmente entrare senza aver mai parlato con nessuno sia una grandissima figata alla 007, un cristiano che mi faccia vedere cosa-e-come dovrebbe sempre esserci.
  • Istruzioni chiare. Vedi punto sopra. Voglio un indirizzo preciso e completo. Se ancora vivi nel 1996 senza sapere di Google Maps, non è colpa mia. Sappi inoltre che in Google Maps non puoi inserire "quella casa rossa di fianco alla macelleria da Cristian, all'angolo con la vecchia edicola".
  • Almeno una coppia di calici da vino. Sottolineo: una coppia vuol dire due, non uno solo, spaiato, come se dovessi trincarmi mezzo litro di Lambrusco mentre qualcuno mi osserva. Fare cin-cin con un calice e un bicchierino da acqua stile 1970 va bene solo dopo cinque cin-cin.
  • Regolamento. Deve essere chiaro e conciso, ma soprattutto non chiedermi di pulire tutto prima di uscire perche altrimenti mi devi spiegare (convincendomi) a cosa serve quell'importo chiamato "costi di servizio" che mi hai aggiunto. Ovviamente non ti piscio per casa, ma non posso avere la fobia di perdere altri cinquanta euro perchè ho lasciato sul tavolo i bicchieri post-mojito. Inoltre, se pulisco tutto io, tu che cazzo fai?
  • Cancellation Policy flessibile. In un mondo che viaggia alla velocità delle canzoni di Scatman John, sappiamo benissimo che so cosa faccio oggi, ma non cosa faccio settimana prossima. Figuriamoci quando mi chiedi di essere sicuro di venire a distanza di un mese. Potrei essere morto, o peggio, a lavorare in ufficio.

Soddisfa i punti qui sopra e già starò pensando alle belle parole da spendere nella mia recensione, non tanto perche sei nell'eccellenza, ma perchè dimostri di avere quel minimo in più per far sentire gli ospiti (paganti) i benvenuti e non come entità astratte a cui spillare euro.

Se invece punti al mio cuore, dando per scontato tutti i punti sopra, ecco come fare: 

Lista dei desideri

  • Indirizzo chiaro e conciso. In aggiunta, posti cool nelle vicinanze per colazione, pranzo, cena, drinks. Non devi essere la guida Michelin, anzi, il contrario! Dimmi i posti che conosci in quanto residente in zona... è proprio quello che cerco! Bettole, osterie, cantine, barettini, krapfen da strada, kebabbari incalliti, piadinari storici e tutti quei posti che in Veneto chiamiamo il lurido, il merda, l'onto, l'abusivo. Dimmi tutto quello che sai su come sfamarsi con meno di dieci euro.
  • Bottiglia in frigo. Un prosecchino non si rifiuta mai, specialmente dopo mezza giornata in macchina/treno. Per non parlare del dopo cena da un kebabbaro illegale. Anche qui, non serve spendere molto (se sei furbo/a puoi sempre aggiungerlo al prezzo finale...), ma non c'è paragone con il trovarsi un benvenuto così.
  • Macchinetta del caffè (con cialde). Non solo mi dimostri che sai che arrivo, ma anche che domani mattina mi sveglierò acido come il barile dove è caduto Joker (quello vero). Farsi un caffettino caldo, in trenta secondi, appena sveglio, mi dà giusto il tempo della doccia e del tragitto al bar che mi hai consigliato la sera prima.
  • Checkout: dopo le undici, con aggiunta di "se non ho gente vai tranquillo". Recensione massima automatica e garantita.

Ecco, aggiungi i punti appena qui sopra ed avrai il mio cuore (quello che si clicca sulla app per i posti preferiti).

Considerando che non si tratta nemmeno di richieste impossibili, questo la dice lunga su quanto puoi ottenere con uno sforzo piccolissimo.

A tutti gli altri, specialmente quelli da lenzuola polverose, nessuna traccia di benvenuto e un proprietario visto solo tramite icona della app dico: aprite un antro nella roccia e spacciatelo per Batcaverna. In bocca al lupo.

Ai pazzi dei regolamenti impossibili: se mi contattate in privato conosco un ottimo psichiatra di Padova e dintorni che promette miracoli.

Infine, come vedi non serve molto e, a dir la verità, ho spezzato in tre liste una serie di accorgimenti che, nel 2018, dovrebbero essere più che scontati. Tuttavia, spesso manca tanto buon senso da far pensare di essere parte di un esperimento sociale mentre ti aggiri per casa altrui osservato da psichiatri e psicologi al di là di ogni specchio.

Il che, se così fosse, sarebbe una figata paurosa.

Se invece hai letto tutto questo senza sapere cosa sia Airbnb, clicca qui

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space.