2. Prima di Partire (seconda parte)

Il prezzo dell’esperienza

Durante la pianificazione di un espatrio in Australia, la cosa su cui ci concentriamo di più, di solito, è il fattore soldi e tutto ciò che è connesso ad essi. Per un viaggio del genere il prezzo in questi termini non è basso, ma non è nemmeno l’unico. Potremmo addirittura parlare di diversi addebiti e da scontare tutti contemporaneamente.

Un espatrio in Australia richiede, infatti, una serie di sforzi da mettere in atto allo stesso tempo su più piani, tra i quali i più immediati sono:

  • economico (prezzo del volo, sistemazione, eventuale scuola di Inglese o altro corso, spese varie).

  • logistico (Visto, trovare lavoro, trovare l’alloggio).

Questi due aspetti, tuttavia, sono comuni per qualsiasi destinazione si scelga di partire, ovviamente con differenze caso per caso e Paese per Paese.

Esistono però due ulteriori aspetti che, seppur presenti anche per altre mete, l’Australia accentua in maniera molto netta:

  • Aspetti psicologici: a seconda dei casi, mollare la propria vita, pertanto che ne siamo insoddisfatti, per andare così lontano può far paura e, come minimo, far sorgere alcune domande: riuscirò a farcela? Troverò lavoro? Quanto riuscirò ad adattarmi? Quanto resisterò senza mozzarella di bufala e San Daniele?

  • Aspetti affettivi: una meta così, richiede per forza l’allontanamento per un tempo prolungato da famiglia e persone care18.

Cominciamo subito col dire che porsi certe domande, ma soprattutto avere certe paure è decisamente, squisitamente normale.

Bisogna solo fare attenzione a non confondere la paura con la mancanza di motivazione che si ha per compiere questo passo.

Se invece non vedi l’ora di toglierteli dal cazzo, allora fregatene e parti appena finita questa riga.

In sostanza bisogna riuscire a fare in modo che non sia la paura a farci rimanere.

I ripensamenti ci possono stare, ovviamente, ma l’importante è che, anche in questo caso, siano dettati da motivazioni diverse dalla sola paura.

Questo perché, probabilmente, la paura si farà sentire maggiormente quando alla partenza mancherà relativamente poco.

Certo, anche all’inizio ti scontrerai con questa emozione ma, venendo mitigata dall’entusiasmo, sarà giudicata in maniera più leggera, quasi come una forma frenetica di agitazione per la scelta fatta e per le prospettive che vi aspettano.

Psicologicamente parlando, il cambiamento in qualche misura spaventa tutti, ma pensaci: se sei tra quelli che vogliono partire per l’Australia, senza dubbio sei anche tra quelli per cui un cambiamento è benvenuto rispetto alla routine, lo sai gestire e, magari segretamente, ti auguri faccia sempre parte della tua vita.

Detto questo, certo, in qualche momento capiterà che si possa arrivare a mettere in dubbio o in discussione la scelta, ma va bene così: sono solo “controlli di sicurezza” che il tuo cervello fa per te.

Per dirla con un’altra metafora, potremmo dire che se foste Windows vi chiedereste:

“stai per partire verso l’Australia: OK /Annulla.”

Clicca su ok e prosegui.

A livello affettivo le cose potrebbero essere più complicate.

Mentre i livelli economico, logistico e psicologico sono in gran parte affrontabili prima della partenza (non senza un minimo di flessibilità una volta in loco), il livello affettivo rimane un’incognita fino a dopo la partenza, molto spesso anche parecchio dopo.

Andiamo con ordine

Hai deciso di partire per l’Australia e sul piatto dei pro e contro avrai sicuramente messo il fatto di doverti allontanare da famiglia e amici per un periodo di tempo che va da lungo a lunghissimo. I sentimenti, in questo caso, potrebbero essere discordanti e in qualche misura falsati.

Tutti nutriamo dei sentimenti affettivi verso le persone a noi care, solo che come individui, ciascuno di noi è più o meno portato a tollerare la distanza fisica, sociale e quotidiana dalle persone e dai luoghi a cui teniamo e con cui siamo cresciuti.

Alcuni potrebbero sentirsi più pronti, rispetto ad altri, ad allontanarsi da queste relazioni.

Attenzione: con “allontanarsi” non intendo che bisogna chiudere le relazioni, ma per forza di cose dare loro una forma diversa. E’ quasi come astrarle, renderle cioè un qualcosa di non più fisico e quotidiano, ma un qualcosa che alberga dentro di noi in ogni momento, che possiamo recuperare in ogni dove e sentire lo stesso la vicinanza di chi ci portiamo dietro nonostante siamo a parecchi-mila chilometri da casa.

Non è semplice.

Inoltre, la capacità di fare questo passaggio è una cosa che si scopre... quando ormai si è già arrivati e la si impara strada facendo.

Nostalgia, malinconia e sentimenti affini si faranno strada dentro di te a più riprese, ma anche questo è assolutamente normale.

A tutto questo bilancerà l’entusiasmo di un intero nuovo Continente a vostra disposizione.

I primi tempi, probabilmente in termini di mesi, li passerai ad essere troppo impegnato/a dalla nuova esperienza per sentire davvero la mancanza di qualcuno, dovendovi concentrare su tutto quello che l’Australia ha da offrire, indipendentemente da dove siate.

Lo stile di vita Australiano è parecchio diverso dal nostro, specialmente se si proviene da grosse città Italiane dai ritmi frenetici.

L’Australia è spiagge-sole-mare-surf, ma non solo.

Quindi, se queste sono tra le cose che cerchi venendo qui, sappiate che ne troverai in abbondanza.

Tutte le idee che hai dell’Australia quando ci pensi fantasticando davanti allafinestra del tuo ufficio o della tua classe sono vere o per la maggior parte.

Però, c’è ben altro ed è giusto parlarne.

Parlare di questi aspetti è una cosa che viene in mente a tutti prima o poi per cui,finito il tempo in cui ci concediamo di pensare all’Australia solo come ad un paradiso terrestre, passiamo alle cose di cui si parlava poco sopra e teniamo a mente che l’Australia è bella, ma decisamente il Paradiso non è.

Il Paradiso non esiste, almeno nella sua versione terrestre.

Al Paradiso, in termini di posto in cui vivere, ognuno dà una descrizione personale in base alle proprie caratteristiche e necessità e poi si ferma nel punto che gli assomiglia di più.

Ora, diciamo che ti sei creato una tua immagine personalizzata dell’Australia, fatta di fotografie, racconti di chi ci è stato, infinite righe lette in libri, articoli, forum e siti internet, ma anche di aspettative personali e, perché no, sogni.

Eccola lì, galleggiare nella vostra testa a rubarvi sempre più pensieri, concedendovi di sognare, ma anche creandovi aspettative di vario genere.

Tieni sempre presente che queste aspettative nascono da un’immagine di Australia che ancora non è reale. Certo, anche questo è assolutamente inevitabile.

Quello che però è evitabile, anzi, che va evitato a tutti i costi, è di dare a queste aspettative troppa forza, permettendo loro di non farti avere una visione completa o, peggio, di perdere il contatto con la realtà delle cose.

Aspettative più corrette e accurate ve le farete una volta arrivati e dopo esservi “scontrati” con la realtà Australiana, che non sarà mai un qualcosa che troverai, ma qualcosa che ognuno di noi stessi crea, poiché sarà il risultato di quello che l’Australia offre, mescolato a come siamo noi individualmente e a cosa aspiriamo a diventare.

Prima ancora di tutto questo, quindi, qual è la cosa che dovrai mettere a fuoco?

Prima di fare il Visto, il biglietto e le valigie, che cosa dovrai essere certo/a di portarti per minimizzare il più possibile eventuali danni?

Personalmente, ritengo che la risposta a queste domande sia un qualcosa che non si compra e nemmeno si trova in giro, ma precisamente alberga dentro di te.

L’atteggiamento.


E questo lo vedremo la prossima settimana.

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space.