Rabbits: R U playing?

Accettereste il fatto che un vostro caro amico scompaia in circostanze misteriose se questo volesse dire trovarsi nel mezzo di un’intricatissima rete di misteri che vi porta alla scoperta di un antico “gioco”, che potrebbe non solo essere la chiave per trovare l’amico scomparso, ma anche per conoscere tutti i segreti dell’Universo intero?

Io si.

Non me ne voglia l’amico a cui sto pensando…

Aggiungete continui riferimenti alla pop-culture, tra videogame, complotti internet, misteri “informatici” e un possibile coinvolgimento di gruppi di intelligence vari, in tutto il mondo.

A questo punto la risposta dovrebbe essere scontata.

Se non lo fosse, aggiungete una possibile realtà alternativa, un gruppo di persone tipo “setta” che si aggira invisibile e la possibilità di accedere ad una conoscenza infinita che riguarda ogni cosa, mai esistita e che esisterà.

Scommetto che adesso state tutti pensando ad un amico da sacrificare.

La verità è che anche voi volete essere uno dei giocatori di Rabbits.

Trama

Yumiko, detta Miko, sparisce nel nulla lasciando l’amica Carly a cercare di capire dove possa essere finita.

La ricerca conduce Carly in un intricato groviglio di misteri, che la portano in un mondo fatto di complotti, videogame e “misteri di internet” da cui non sembra uscirne mai.

Tuttavia, più procede con la ricerca e più chiara si fa l’esistenza di un “gioco”, chiamato Rabbits i cui giocatori sembrano sparire nel nulla.

Si sospetta che Rabbits sia varie cose, da una setta segreta, ad un gruppo di persone che voglia “dominare il mondo” (immancabile) ad un metodo per selezionare membri di un’agenzia di Intelligence super segreta (classico).

La ricerca dell’amica scomparsa diventa per Carly una scoperta graduale di Rabbits, ma anche di sè stessa e di segreti che lei stessa conserva nel suo passato.

Giudizio

Public Radio Alliance è sinonimo di podcast di qualità.

Rabbits non fa eccezione in ogni dettaglio.

Recitazione, trama e suoni sono tutti ad un ottimo livello.

A tenermi incollato alle cuffie è però un elemento distintivo di tutti i podcast di Public Radio Alliance (di cui parlerò in futuro), ma di Rabbits particolarmente: il continuo rimando ad una cultura pop fatta di aneddoti e “fatti” basati su vere teorie del complotto e misteri di internet e videogame.

Puntata dopo puntata cresce il desiderio di mettere in pausa ed effettuare un fact-check per capire quanto ci sia di vero nel racconto e quanto sia invece creato ad-hoc per infittire la trama. Il confine non è sempre così netto e moltissimi, se non tutti i rimandi contenuti nella serie sono effettivamente accaduti e riportati veramente da altre fonti online.

Questo elemento contribuisce a sfumare il confine tra fiction e non-fiction.

Vista la natura della serie e il tema di cui tratta, si ha veramente la sensazione che Rabbits sia una sorta di “software” visibile solo a pochi, installato su un piano diverso della realtà comune a tutti, ma accessibile attraverso essa, a patto che se ne conosca la via di accesso.

Un po’ come un malware, accessibile da pochi hacker (i giocatori di Rabbits), attraverso una backdoor nel sistema (realtà “ufficiale”). Un programma aggiunto a quello visibile, ma che continua a girare in sottofondo. E così profondo è il livello su cui questo software è installato, che più se ne conosce e più si capisce quanto in realtà sia esteso.

Per riassumere: una nerdata fighissima.

Non si sa esattamente cosa sia Rabbits, ma da chi ne conosce l’esistenza viene definito come un gioco.

Un gioco da cui non si può uscire se non completandolo o… sparire? morire? Non è dato sapere.

E cosa succede una volta completato? Si potrebbe entrare a far parte di un gruppo di elite di intelligence globale o ottenere le chiavi di conoscenza di tutto l’Universo.

Insomma comunque vada sarà un successo…

A meno che tu non muoia strada facendo, magari per mano dei guardiani del gioco… una specie di gruppo di vigilanza composto da uomini con il compito di sorvegliare i giocatori affinché non tradiscano le regole del gioco.

Rabbits è un gioco affamato di giocatori, ma non tutti sono in grado di partecipare.

Alla fine dei dieci episodi si rimane col fiato sospeso e la voglia di saperne di più, molto di più. E guardando indietro a dieci episodi prima, ci si rende conto di quanta strada abbia fatto la trama tra il primo e ultimo episodio, al punto che sembrano quasi due serie diverse.

Per fortuna la seconda serie sembra essere finalmente in arrivo, anche dopo aver fallito una campagna su Kickstarter.

In rete i pareri su Rabbits sono discordanti. Chi urla al podcast definitivo e chi parla di una serie finita con l’aggrovigliarsi su sè stessa e ritrovarsi senza una via d’uscita. In effetti giunti alla fine si fatica a capire come gli scrittori possano riuscire a districarsi dalla loro stessa creazione.

Rabbits è un trip, quasi un sogno che quando finisce lo si ricorda per pochi secondi e poi basta, ne rimane solo qualche flash.

Per come finisce l’ultimo episodio e per la natura stessa della serie, potrebbe benissimo finire così, come quei film a finale aperto, dove il finale lo creiamo noi stessi. O come un gioco di cui decidiamo l’esito.

O forse il finale non importa, importa solo il gioco.

Are you playing?

Prodotto da:  Public Radio Alliance  Genere:  fiction-thriller  Episodi:  10  Stagioni : 1   Stato :   in corso  Trama : Quando Yumiko, amica di Carly Parker sparisce in circostanze misteriose, la ricerca conduce Carly nel giro di un antico gioco conosciuto come Rabbits. Carly presto si rende conto che Rabbits è molto più di un gioco, e che le chiave per capirlo potrebbe essere la chiave per capire l’Universo stesso.

Prodotto da: Public Radio Alliance
Genere: fiction-thriller
Episodi: 10
Stagioni: 1
Stato
: in corso
Trama: Quando Yumiko, amica di Carly Parker sparisce in circostanze misteriose, la ricerca conduce Carly nel giro di un antico gioco conosciuto come Rabbits. Carly presto si rende conto che Rabbits è molto più di un gioco, e che le chiave per capirlo potrebbe essere la chiave per capire l’Universo stesso.

 

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space.