Servizi Fantastici e dove trovarli

Servizi Fantastici e dove trovarli

Il volo Australia-Italia lascia sempre il segno. Che sia lo stampo del finestrino gelido contro cui ti sei lasciato andare per ore osservando il nulla mentre ti sbavi addosso in un sonno chimicamente indotto, o il segno di un trauma interiore dovuto ad undici ore di immobilità forzata con sottofondo di Serbo che scatarra ogni ventitre secondi cronometrati. 

Ti ritrovi a dondolare la testa nel buio delle luci ovattate stile notte artificiale sperando che il prossimo pasto a base di chicazzolosa arrivi presto. 

Già pregusti l'aria fresca di Venezia d'inverno e gli abbracci delle solite bionde venute a raccattarti come da tradizione. 

Questo sarà un rientro prolungato.
Tipo sei mesi. Dipende da molti fattori che vi spiegherò prossimamente. 

Come molti di voi sapranno, non tengo nascosto un certo "occhio critico" nei confronti dell'Italia. Ora, dire occhio critico potrebbe suonare come la classica pillola addolcita, e in effetti lo è.

La verità è che penso che questo Paese sia allo sbando completo, in balia di una banda di predoni infami su cui ogni sorta di esperimento sarebbe lecito. 

Nonostante tutto, anche tra voi che leggete, c'è qualcuno che li vota.
Della serie: schizofrenia a pioggia.

Detto ciò, vista la lunga permanenza sono partito deciso a prendere il meglio di questa esperienza: tra poco è primavera, vedo i miei, ci sono amici vari, giro tra città assortite. In più lavoro al progetto per facilitare l'immigrazione in Australia e do lezioni di Inglese.


Insomma, dovrebbe passare veloce. 

Ma...

Non si possono non notare certi servizi all'avanguardia in cui mi sono imbattuto, per cui procedo a condividere i miei pensieri e a vedere se là fuori c'è qualcuno d'accordo con me o quello che vedo fa parte di un sogno in cui sono io l'unica vittima.

Aeroporto Marco Polo, Venezia

Come al solito attendo che la gente esca prima di me. Non capirò mai la fretta di scattare in piedi non appena le ruote tocchino terra e starsene ingobbiti alla Quasimodo, accalcati uno sull'altro, a pochi centimetri dai due giorni di non-doccia altrui, tra sudori, raffreddori, malori e odori.
Esco dall'aereo e seguo il percorso per arrivare al ritiro bagaglio e cerco di dimenticare che devo pisciare da ore.
Ad un certo punto le scale. Tre rampe. Due mobili in funzione e una normale. Le due scale mobili funzionano benissimo, ma qualcuno si è dimenticato di rimuovere i nastri che chiudono il passaggio. Risultato: quattrocento persone in fila sull'unica rampa.
Continuo e arrivo al controllo passaporti. Essendo uscito per ultimo ho tutta la gente davanti, ma mentre scendo le scale quattro ragazze dello staff si sbracciano urlando 'italiani di qua. italiani di qua'. Penso che, vista la via 'privilegiata' posso anche andare in bagno prima, cosi quando esco il più sarà fatto. Faccio, esco e chiedo alla ragazza di prima dove sia la fila degli italiani... ma mi risponde che non c'è. C'è però quella del controllo automatico più in la.
Un po' perplesso penso che il bagno fosse una porta su un'altra dimensione, ma scrollo le spalle e procedo.
Controllo passaporti automatico: leggi anche sagra dei menomati mentali.
Per usare lo scan del passaporto non bisogna far altro che appoggiare il passaporto aperto sull'apposito ripiano, attendere lo scan e la luce verde, passare attraverso i tornelli che si apriranno, attendere un bel selfie per confermare che tu sia tu e via, libero.
Invece no.
Da una parte poliziotti addestrati a combattere il crimine (?) passano ore a controllare foto di gente varia.
Dall'altra la bella pensata di risparmiare almeno quattro poliziotti da una vita di depressione installando quattro scan per il controllo automatico.
Infine qualche Premio Nobel ha pensato di assegnare quattro persone per assistere gente che non sa appoggiare un passaporto aperto e leggere istruzioni a prova di ritardo mentale grave.
Risultato:

  • soldi spesi a cazzo per pagare poliziotti in un lavoro che farebbe anche un disabile (senza offesa, nel senso che potremmo offrire impiego utile ai disabili e liberare i poliziotti in strada);
  • soldi spesi a cazzo per macchinette che nessuno imparerà ad usare perchè assistiti da altri umani.
  • soldi spesi a cazzo per pagare umani che assistano altri umani ad usare macchinette create per evitare di pagare umani.

Per come la vedo io, o impari a leggere due righe di merda e ad evolvere in tempo zero, o rimani bloccato in aeroporto non evolvi e ti aggiorni almeno al 1999. Cazzi tuoi.

 

Traffico

Qui il Nicaragua ci dà le piste.
Esiste il codice stradale e poi esiste l'Italiano che guida.

Gente che guida a cazzo, frecce assolutamente no perchè è da povero, le strisce andavano anni fa ma ora sono out, cambi corsia in base all'umore del momento, che cambia ogni pochi secondi, entrata nelle rotonde alla 'fanculo entro prima io', limiti in autostrada che non li sa nemmeno chi li ha scritti. E ancora tantissimi inferiori di merda che arrivano ai trecento all'ora e ti si inchiodano al culo. Sta cosa faceva forse figo negli anni settanta quando andare oltre i cento era una novità, ma adesso fa talmente sfigato che se si schiantassero tutti contro un muro di fuoco mi fermerei a fare i selfie.
In più, gli stessi che guidano così sono quelli che si lamentano che il traffico in Italia non funziona e poi piagnucolano per un colpo di frusta finto facendo le vittime al bar. Dove vendono l'LSD?

Negozio telefonia TRE

Entro in negozio perchè buongiono, mi servirebbe una ricaricabile su numero nuovo e...
- Ah semplice, trenta giga per trenta euro al mese con autoricarica sul conto bancario.
- no guardi, non era dieci euro per trenta giga?
- si ma solo se porti un numero da altro operatore...
- non ce l'ho, mi serve solo una ricaricabile per sei mesi a dieci euro e non ho il conto bancario italiano.
- allora non facciamo niente.
- In che senso?
- serve il conto bancario prima.

- ok allora niente...
- però facciamo così: attivo io una ricaricabile con offerta trenta giga/dieci euro senza conto bancario, poi tra tre giorni truccoparrucco, si attiva la portabilità e tadà cambi numero e offertona forever. Che dici?
- non ho capito un cazzo ma ok.
- perfetto: carta d'identità e codice fiscale
- ho passaporto e patente di guida.

[inserire pausa di crisi mistica, rumore di rane e grilli, una porta che sbatte, un vetro infranto qui]
- va ben dai, facciamo che tu sei tu e io estrapolo il codice fiscale da internet.
- Figata.

Ufficio del Comune

Entro e praticamente ritorno indietro nel 1903

In alto lo schermo del numero segna 0003, io sono 0012, ma prima di me c'è una persona sola.
Entra un signore anziano che se ne fotte-sega del biglietto e si siede beato nei suoi liquidi corporei.
Poi entra una ragazza che prende il biglietto 0013.
Indovinello:

  • lo schermo con i numeri viene usato correttamente dal personale?
  • se si, perche segna 0003 ma il prossimo cliente (io) è il 0012?
  • se si, chi entra per primo, la giovine o il vegliardo?
  • se no, che cazzo abbiamo lo schermo a fare che tutto l'ufficio sembra il ripostiglio del museo delle cere aperto a Bogotà nel 1875?

In ogni caso...

Visto che con la residenza all'estero se mi ammalo mi lasciano a me stesso in balia delle intemperie, ho deciso di riportare la residenza in Italia. Anche perchè ancora non so esattamente quando rientro a Perth e le cose potrebbero cambiare.
Entro in Comune e dico che devo riportare la residenza in Italia dall'Australia. 
Plico di dodici pagine di cui da compilare solo tre perche vaffanculo.
Prendo la penna e inizio a compilare ma una voce ovattata da dietro il vetro dice che 'non può compilare qui, altrimenti mi fa coda'. Mi giro e vedo il vuoto cosmico, riempito da spazio siderale.
Guardo la tipa come si guarda un esperimento al microscopio.
Faccio per uscire in saletta a compilare i moduli ma mi ferma perchè...

- non ha una penna sua? è l'unica che ho qui...
- in tutto l'ufficio?
- si. 

Le rido in faccia. 

Apro i moduli e bla bla bla, salta fuori che per cambiare residenza servono i dati catastali. Tipo che per cambiare targa serve il numero di scarpe.
Salta anche fuori che un dato catastale si chiama 'particella' sul modulo, ma sul documento del catasto si chiama 'mappale' e che sta cosa nessuno la sa e sembra sia stata ideata per fare degli scherzetti a gente inerme. Dico che

- mappale e particella sono due parole diverse
- si ma vanno intese nello stesso modo
- e sta cosa chi la sa a parte voi?
- noi l'abbiamo scoperta solo poco tempo fa.
- ah ok.

Consegno il tutto compilato a dovere e mi dice che per i prossimi quarantacinque giorni devo rimanere a disposizione a casa in quanto passeranno i vigili a vedere che io sia io e che viva dove viva.
Dico che sticazzi non posso nemmeno muovermi per quarantacinque giorni?
Dice che è così, e che nulla si può. 

Le rido in faccia.

Il paradosso tutto italiano è questo:
ci sono regole fatte per il bene collettivo di cui se ne fregano tutti e se si fa notare allora 'vabbè che vuoi che sia, tanto funziona così'.
Poi ci sono cose che sono palesemente obsolete e senza senso, ma la gente le segue ed esegue ligie come decerebrati a cui non sfiora nemmeno l'idea di cambiare per il meglio. Gente che non sa guardare oltre per capire che certe cose ci sono solo qui. Gente che 'va bene così perchè i problemi sono altri'. Gente che se qualcosa è scritta in un modulo di merda che non c'entra niente con quello che devi fare allora bisogna obbedire, ma poi codice stradale e Leggi di importanza nazionale frega un cazzo perchè dai, funziona così.

Italia aggiornati o sparirai.
E forse, per molti, i problemi sono altri.

  Vuoi una lezione di Inglese con me? Dai un'occhiata al mio profilo su Superprof.it

Vuoi una lezione di Inglese con me? Dai un'occhiata al mio profilo su Superprof.it

Writer wannabe, mojito and absinthe lover, one day I want to see the Earth from space. 

I am passionate about web design, new technologies and I love building websites that are simple, elegant and look professional. Not to mention absolutely beautiful.

Let's have a chat! I can help you building your online presence or business.